Gerardina Trovato
Non E' Un Film
È una storia vera
che non mi dà pace
dormo poco accendo la luce
e nel cuore risento la voce
nuvole di terra
piangono dal cielo
vecchi per la strada
buttati fra i sassi
vestiti di stracci
Tutto questo non è un film
tutto questo non è un film
Sangue sulle braccia
fango sulle mani
sangue di un bambino
così massacrato da grandi soldati
Tutto questo non è un film
tutto questo non è un film
Voglio una vita che vive
non voglio un sogno che brucia
non sono ghiaccio ma resto a guardare
perché ho paura
voglio una vita che vive
sanguina una stella
sul seno di una donna
mentre muore grida per terra
sui lividi spingono ancora
apri le tue mani
perché lei grida davvero
guarda meglio adesso attraverso quel video
Tutto questo non è un film
tutto questo non è un film
Voglio una vita che vive
perché ho paura
voglio una vita che vive
perché Dio ci può chiedere aiuto
se la morte ci insegna la vita
perché Dio non può farci cambiare
se un bambino ci insegna a morire
perché Dio ci può chiedere aiuto
se la morte ci insegna la vita
perché Dio non può farci cambiare
se un bambino ci insegna a morire
perché Dio ci può chiedere aiuto
se la morte ci insegna la vita
perché Dio non può farci cambiare
se un bambino ci insegna a morire
così.
Non per ritornare sui testi di Geradina Trovato, ma trovo siano di una spiritualità forte. Comunicano elementi psichici. Sono frasi infuocate che stimolano l'intelletto.
Tutto è una tragedia. Mondo crudele. Esistenza mortificante. Purtroppo, faccio parte di quella tipologia di persone che passano da un'estremità all'altra. O, meglio, non arrivo mai a toccare la piena felicità, ma il mio umore corre da un polo all'altro come un levriero velocissimo. E a volte sparo cavolate. Del tipo: tutto è una tragedia mondo crudele esistenza mortificante. Qualcuno mi ha detto che sono catastrofico e, quando sto coi miei, apro la valvola della disperazione. Ma poverini...Mi sa che non la voglio nè cotta nè cruda.
VALERIA (Lila Elsa)
Raggio di sole scalda il freddo di un mattino
Trafigge il buio intorno e arriva dentro me
Accende quei ricordi in cui ridiamo insieme
Come matte forse, senza mai un perché
Noi due amiche sempre inseparabili
Valeria è chiusa adesso non vuol più parlare
Di quella storia che la fa soffrire e poi
L'ombra di un sorriso che non può bastare
A nascondere le spine tra di voi
Di un amore che fa tanto male
Valeria credimi è solo un errore
Lui che non sa cosa vuol dire amare
Sei un passatempo o forse una pazzia
Confusa ingenua ti trascina via
La vita a volte non si fa capire
E rende cieca pure la ragione
Prometto ti vorrei proteggere
Tu che ami sempre senza regole
Valeria piange adesso non sa cosa fare
Se quella storia poi le ha calpestato il cuore
Incerta immobile non cerca una ragione
Dolce amica sempre inseparabile
Non fuggire prova a ripensare
Valeria scusami è solo un errore
Da quella sera non so più che fare
Se è stato un gioco o forse una bugia
Che ti ha ferito, è solo colpa mia
La vita a volte non si fa capire
E rende cieca pure la ragione
Prometto anch'io vorrei comprendere
Questo mio mondo senza regole
Oh no, oh no
Ti prego dai
Non fare morire
L'amicizia tra di noi
Valeria scusami è solo uno sbaglio
Per lui ho distrutto tutto nel tuo orgoglio
Potessi giuro non lo rifarei
io quella sera non cercavo lui
Valeria adesso basta di soffrire
Per una storia che non può cambiare
II cielo è sempre sopra gli occhi tuoi
É l'infinito dove volerai
Raggio di sole frutto di un mattino
Riscalda un attimo che accende il cuore
Si sciolgono i pensieri liberi
Su questa lettera che forse un giorno
Ti scriverò
Leggete questa bella canzone di Elsa Lila e se potete ascoltatela pure. La mia domanda di oggi è: quali sentimenti ci stanno nel posto del tradimento?
Proprio sette anni fa come oggi sostenni l'esame di Stato. Era un mattino caldo ed io ero il primo del gruppo. Ricordo che mi appoggiai ad una scrivania situata nell'androne, in attesa di sostenere l'ardua prova. In quel momento mi passò accanto la temibile insegnante di lettere, una degli esterni con la fama peggiore. Si fermò un istante, mi guardò dritto negli occhi e mi disse: <<Salve, da lei ci aspettiamo grandi cose...>> Quella frase mi spiazzò. Non avevo nemmeno 18 anni e i professori mi sembravano tutti dei despoti, pronti a seppellirti. Subito dopo l'esame, sentii dentro di me uno strano vigore. E non perchè intuivo che avrei preso cento su cento. L'8 luglio del 2000 sentii qualcuno bussare al mio cervello, un motore che mi suggeriva che tutto sarebbe cambiato...E così è stato. Molte cose sono andate male; altre discretamente bene. C'è solo una cosa che è rimasta flebilmente attaccata al vecchio me: la mia anima da sognatore. Inguaribile dreamer.
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Ottimismo e ironia sono gli alleati del malato, le armi con cui Cristina Piga, autrice del libro autobiografico intitolato 'Ho il cancro e non ho l'abito adatto', lotta contro la malattia che l'ha colpita a 45 anni. Nei brevissimi capitoli (Mursia, 88 pagine) del diario, Cristina Piga, nata a Roma, sposata, madre di due figli, avvocato nella pubblica amministrazione, emerge il ritratto di una donna che ha sconfitto il cancro senza rinunciare ad essere se stessa, anche se la malattia inesorabilmente l'ha trasformata fisicamente. Tutto comincia d'estate, alla vigilia della partenza per le agognate vacanze. «Lui, il bastardo è un carcinoma infiltrante, al colon». La diagnosi le viene rivelata brutalmente da un medico. È l'inizio di un viaggio che «nessuno vorrebbe mai fare» raccontato con la capacità di cogliere aspetti tragici e comici della situazione. Con grande umorismo Cristina Piga descrive lo shock della diagnosi (È il 13 luglio, un irritante e imbarazzante fastidio mi porta a fare un controllo.«Sembra un tumore, va tolto subito» è la diagnosi immediata di una dottoressa giovane e bella. Il 15 luglio, l'intervento). Gli amici. «Che cosa è successo? Dove? In che parte del corpo? Ah! Al sedere!». Oppure,«Come te ne sei accorta?». La risposta: «ho un amante, facciamo di tutto, se ne èaccorto lui!». I compagni di chemioterapia. «Che coincidenza. Anch'io ho un tumore al colon. Per me è il terzo. Le darò un sacco di consigli. Sa si riforma. Lei è ancora al primo?». I figli. «Hanno avuto paura e io non l'ho capito. Perchè non mai pensato di morire davvero, roba tipo funerale bara cimitero. Non si muore per un cancro al sedere, come lo si racconta agli altri? Troppo ridicolo e orrendamente inelegante. Bisognerebbe inventarsi delle metastasi più aristocratiche». Il cancro ti sorprende a proprio piacimento. Può arrivare in estate o in inverno. E può anche arrivare in un bel posto...E' confortante sapere che molti ce l'hanno fatta e che tanti sono sul punto di farcela. Cristina Piga ci regala una storia di ordinaria quotidianeità, dove esiste un sorriso per tutto. E qui in UnBelPosto si accettano tutti i sorrisi del mondo, anche quelli velatamente amari. |
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Come forse hanno fatto quegli astronauti famosi, anche io conficco la bandiera su questo nuovo territorio. Sono il primo Presidente, autoproclamatosi tale, di UnBelPosto. Solo che mi sto annoiando perchè non ci sono ancora cittadini. O meglio, sono tanti quelli che frequentano ogni giorno questo Paese, ma nessuno si è ancora iscritto all'anagrafe per potere depositare tranquillamente ciò che vuole. Manca ancora tutto qui. Ci sono solo una serie infinita di sogni, pensieri, amori, disperazioni...mamma mia quanta roba! E chi la sistema? Serve aiuto! Sono sicuro che piano piano ogni cosa sarà messa in un bel posto. Possibilmente nel suo, di posto. Intanto, io Presidente di UnBelPosto dichiaro aperte le danze per l'inaugurazione...Chi sa suonare il pianoforte? Chi la chitarra? Chi il flauto traverso? Ecco tagliato il filo...che ognuno entri in un bel posto!