Proprio sette anni fa come oggi sostenni l'esame di Stato. Era un mattino caldo ed io ero il primo del gruppo. Ricordo che mi appoggiai ad una scrivania situata nell'androne, in attesa di sostenere l'ardua prova. In quel momento mi passò accanto la temibile insegnante di lettere, una degli esterni con la fama peggiore. Si fermò un istante, mi guardò dritto negli occhi e mi disse: <<Salve, da lei ci aspettiamo grandi cose...>> Quella frase mi spiazzò. Non avevo nemmeno 18 anni e i professori mi sembravano tutti dei despoti, pronti a seppellirti. Subito dopo l'esame, sentii dentro di me uno strano vigore. E non perchè intuivo che avrei preso cento su cento. L'8 luglio del 2000 sentii qualcuno bussare al mio cervello, un motore che mi suggeriva che tutto sarebbe cambiato...E così è stato. Molte cose sono andate male; altre discretamente bene. C'è solo una cosa che è rimasta flebilmente attaccata al vecchio me: la mia anima da sognatore. Inguaribile dreamer.